© Elena Zanetti Photography
DD. OCTAVIANI PELATI
PROTONOTARII APOSTOLICI
SACERDOTIS PIENTISSIMI
CAPITULI CATHEDRALIS PRIORIS
QUI PER L ANNOS
SEMINARIUM MAGISTER RECTOR
PATERNO FOVIT AMORE
ABBATIALEM POPULUM
VICARIUS GENERALIS
PASTORALI STUDIO PROSECUTUS
TEMPLUM HOC ARCHIVUM THESAURUM
STUDIOSISSIME SERVAVIT AUXITQUE
1885 - 1965
(traduzione)
QUI RIPOSANO LE OSSA DI
DON OTTAVIANO PELATI
PRONOTARIO APOSTOLICO
SACERDOTE DEVOTISSIMO
PRIORE DEL CAPITOLO DELLA CATTEDRALE
CHE PER CINQUANTA ANNI
COME INSEGNANTE RETTORE
GUIDÒ IL SEMINARIO CON PATERNA CURA
COME VICARIO GENERALE
ACCOMPAGNÒ CON ZELO PASTORALE
IL POPOLO ABBAZIALE
QUESTO TEMPIO L’ARCHIVIO IL TESORO
CON GRANDISSIMA CURA CONSERVÒ E ACCREBBE
1885 - 1965
Si tratta di una lapide in marmo rosso di Verona tagliato contro falda con sedimenti in nembro rosato. L’epigrafe è incisa a mano in lingua latina. I caratteri erano ripassati in nero, ma col tempo è rimasta solo l’incisione. La sepoltura di un Monsignore all’interno di una cattedrale abbaziale è riservata solo ai vescovi, ma in questo caso si è voluto sottolineare il profondo legame che Monsignor Pelati ebbe con la chiesa di Nonantola e con tutta la cittadinanza. Nell’epigrafe si sottolinea la specificità di Monsignor Pelati come insegnante e rettore del seminario, che ha guidato «con paterna cura». La Santa Messa commemorativa fu presieduta dall’Arcivescovo di Modena Monsignor Giuseppe Amici.
Commemorato
Ottaviano Pelati nacque a San Felice sul Panaro (Modena) il 28 settembre 1885. La sua carriera ecclesiastica si sviluppò interamente nel seminario di Nonantola, dove entrò come prefetto nel 1916 diventando poi vicerettore, rettore e vicario del capitolo abbaziale. Monsignor Pelati, per 50 anni guidò, con paterna cura, il seminario di Nonantola. La sua opera a favore dei perseguitati razziali (ragazzi di Villa Emma) e dei sacerdoti impegnati attivamente nella Resistenza civile è ricordata in varie opere. La sua azione educativa si fondava su un continuo colloquio con i propri allievi, sia tra coloro che proseguivano gli studi nella scelta religiosa, sia tra coloro che la abbandonavano. La porta del suo studio di rettore era sempre aperta al colloquio con i ragazzi, con i quali si poneva in ascolto attivo. Figura sempre defilata, ma molto presente nei gravi avvenimenti che si susseguirono nel corso della Seconda Guerra Mondiale e della Resistenza. Per diversi anni, fu insegnante di matematica nello stesso seminario nel quale iniziò la carriera di docente come prefetto. Pelati morì a Modena presso la chiesa di San Bartolomeo il 31 maggio 1965.
- Archivio storico diocesano di Modena-Nonantola
- Biblioteca diocesana Ferrini e Muratori (Modena)
- I. Vaccari, Il tempo di decidere, Modena, Stem-Mucchi, 1968
- G. Boselli, Bomporto: un centro nel modenese che ha partecipato alla lotta di liberazione, Bomporto, Litografia TEV, s.d.
- L. Paganelli, Don Elio Monari, Modena, Edizione Mucchi s.r.l., 1990
- E. Ferri, La vita libera, Modena, Poligrafico Mucchi s.r.l., 1997
- A. Barbieri, Sacerdoti modenesi del 900, Modena, Edizioni il Fiorino, [2010]
Fonti
- Archivio storico diocesano di Modena-Nonantola
- Archivio Abbaziale di Nonantola
- Conferenza Episcopale Italiana – Servizio Informatico – Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di Culto
- «Nostro Tempo. Settimanale cattolico modenese», La salma di Mons. Pelati riposerà nell’abbazia, n. 1, 7 gennaio 1967, p. 2
- «Nostro Tempo. Settimanale cattolico modenese», Nella cripta di Nonantola la salma di Monsignor Pelati, n. 16, 22 aprile 1967, p. 2
- «Nostro Tempo. Settimanale cattolico modenese», Vicino alla tomba di S. Anselmo la salma di Mons. Ottaviano Pelati, n. 17, 29 aprile 1967, p. 2
- R. Fangarezzi e G. Malaguti (a cura di), Passavano i pretini in passeggiata. Quando c’era il Seminario a Nonantola, Modena, Edizioni il Fiorino, 2018